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October 30 Muri che crollanoNon fanno alcun rumore...semplicemente cadono.
Ho messo una mano sul mio cuore, ho chiesto al vento di calmarsi.
Ci sono alcune cose che non posso dire, che le persone non possono sapere.
Ci sono alcune cose che il tempo non può cancellare, la pioggia lavare, il vento spazzare via.
Ho nascosto alcuni segreti nel mio cuore che riguardano il mio amore, il mio amare, il non sapere e il voler dimenticare.
E voglio sentire ancora il calore, la dolcezza, una mano sul mio cuore, che dice al tempo di fermarsi e al vento di calmarsi... September 15 Strangers in the nightPoche cose cambiano, i ricordi sono sempre lì a dirmi che vivo, che il tempo passa, che, anche se è una misura umana, la memoria mi rende partecipe della sua immensità. La notte porta dolcezza al mio silenzio, e mentre guardo l'orizzonte che si apre davanti ai miei occhi, sogno di volare.
Chiudo gli occhi per un pò, sento il vento che sale, e così ancora una volta sogno di viaggiare, di dimenticare, di non sentirle più pulsare... tutte quelle cicatrici, tutte quelle ferite chiuse, ma ancora calde.
Notte, silenzio, respiri, ricordi. Un luogo, un nome, un pensiero.
Il pianoforte, il tasto nero, il sipario, il buio.
Il cuore ascolta, la notte mi accompagna nelle carezze di un lenzuolo. Chiudere gli occhi e sognare, e lasciare che il pianoforte suoni, dal pianoforte lasciarmi cullare. December 10 True ColorsI colori delle cose, il sapore dell’aria che respiro, il respiro, il suo.. Quando il cuore si ferma e non ci sono più parole per descrivere ogni attimo. Quando senti che l’Amore è una parola infuocata in un mare di lettere fredde. Quando il cuore batte e non c’è verso di dirgli “aspetta!”. Sei lì che esci di casa e vedi spuntare un fiore sulla neve. Ecco il raggio di sole che fa sbocciare il fiore, ecco l’angolo di fazzoletto che asciuga una lacrima, quella lacrima, si, che fino a ieri mi faceva sentire tanto freddo sulle guance. Non amare è una bugia. Le ombre delle case, degli alberi, delle macchine si fanno più strette per fare spazio alla luce dove il fuoco cattura ogni fibra di me. Ora che il mio cuore ha catturato quel “si”, ora che le scoperte sono state fatte, ora che il mondo e il cielo si sono svelati, ora che i tuoi baci, come diamanti, si sono adagiati sul mio corpo, ora che le nostre mani, l’una sull’altra, accarezzano nuove forme, io vedo i colori,tutti, di me e di te. Non posso fare altro se non amarti. Veramente, pazzamente, profondamente. Per il resto dei miei giorni. September 08 Vergogna?E per cosa..? "Il mondo vi odia, perchè voi non siete del mondo"..beh è così, bisogna smettere di dare valore a persone o cose, perchè sono lontane mille miglia. Avere il coraggio di dire ciò che abbiamo dentro è il vero coraggio, non il fare quello che tutti normalmente fanno. Prendersi uno sputo in faccia perchè si è detto "sono cattolico", questo è amore,vero, per se stessi e per le proprie idee. Io non ho nulla di cui vergognarmi, SONO CATTOLICA! E alle spalle ho una storia, sia di fede che di vita, la mia Chiesa ha una storia vera, si è evoluta, ha imparato dai suoi errori, è un’identità ancora presente..ai vostri governi, alle vostre idee, al vostro sesso,alla vostra droga, non potete rinfacciare niente, perchè non hanno consistenza. Si sono estinti prima ancora che qualcuno potesse accorgersi che stavano sbagliando,sono bugie che non hanno retto al peso degli eventi. Un solo appello: qualunque sia la vostra opinione, è ben accetta, ma prima di parlare siate sicuri di non stare dicendo stronzate storiche. September 03 I mitici quattroLa finestra della mia stanza affaccia a est: a quest 'ora,all'alba, un'ondata di raggi rosa investe la stanza, provocando dei giochi di luce bellissimi, un'aura da sogno. Li osservo e, assopendomi, ripenso alla nottata appena trascorsa: il casino più incredibile che io riesca a ricordare..Io, stefano, Andrea e la speranza a gestirci tra bancone,sala e cassa (e cornetti) e la gente, che o è turda o se ne frega, ti vede che sei lì,stai morendo,ti stai uccidendo a fare da solo sei cappuccini, dodici cornetti, quattro vodka, altri dieci cristiani che stanno lì mezzi scocciati ad aspettare e senti una vocina dall'altra parte del mondo che lievemente ti chiede:"scusi mi da un goccino d'acqua?...Anzi due!".Ti macini tutta la strada da un pizzo del bancone all'altro per portargli quest'acqua, e..te ne chiede un'altro ancora!
E' andata così stasera,con un terzo del personale che mancava e noi a ucciderci..
Ma ce l'abbiamo fatta September 02 Aurora"Canto le armi e il primo eroe che dalle piaggie di Troia giunse in Italia, profugo per suo destino,e ai lidi Lavinii: molto di terra in terra e mare fu sbattuto da forze divine, per il memore furore dell'ostile giunone.." (Virgilio, Eneide I,1-4)
Profughi e marinai, almeno una volta lo siamo stati tutti, anche solo nel semplice fatto di cambiare marca di merendine. Le persone stabili, riflessive, accovacciate dietro il loro "Io sono così e non mi si moveeeeeee", sono persone (punto) e forse in fondo stanno bene.
Io non so in quale categoria possa rientrare..di accovacciarmi non se ne parla...fare la marinaia,volentieri, se potessi,almeno per una volta riuscire a seguire la mia rotta. Quella che dico io. Ma sarei felice? No, in fondo sono felice così, a stare sempre in trepida attesa, a chiedermi se domani sarà come penso io che sarà,sicura che, comunque, sarà migliore. In attesa che passi l'ennesima tempesta, cercando con lo sguardo e il cuore caldo quel faro che, lo so e ne sono certa, vedrò illuminarmi un nuovo porto.
Quindi non è paura la mia, quella che provo nel vedermi scivolare via dalle mani quel gioiellino che stavo aspettando da tanto. Dentro di me mi dico che va bene così, che la contropartita sarà un gioiello altrettanto bello..del resto sono stata io ad affidarGli totalmente la mia vita, a chiederGli di insegnarmi ad essere umile, e alla fine di ogni lezione, Lui mi ricompensa, mi ringrazia a Sua volta.
Così ogni volta ho inghiottito lacrime e amarezza, chiedendo a entrambe di fare un pò più grande il mio cuore..chiedendo loro di non cancellare l'amore, la fede, la gioia. Biagio dice:"Quello che poi non mi uccide, mi rende più forte"..e così, tra ferite e baci divini, mi rialzo, sentendomi più eroe del Pelide uomo, perchè per essere prode non ho dovuto annientare nessuno, ma semplicemente ringraziare Qualcuno per essere morto per me. E resuscitato.
A cantarmi non ci sarà Virgilio, ma probabilmente ci saranno i miei figli, un giorno. E a me va bene così..la gloria, in fondo, è solo un punto di vista.
Enea non fu il primo, dunque, nè l'ultimo. E profughi, lo siamo tutti. Solo che io ho più di un porto sicuro ad attendermi; me ne sono resa conto oggi,anzi ieri, quando scoppiettando fra le lacrime sono andata da Mary ed ho trovato amore. E accovacciarmi tra le sue braccia è stato semplicemente questo: amore. Poi sono andata a trovare Dio. E tra le sue braccia questo: amore. Ho stretto mamma a me: amore. Ora, il muscetto che viene a coccolarmi e accarezzarmi la pancia, anche se tra tutt'e due non so chi ne capisce di meno, io lo sento, amore.
Mi manca qualcosa, ma non mi manca nulla.
Mettendo via le pagine vecchie e sfogliando quelle nuove mi accorgo che le pieghe e gli strappi sono confortanti, quel libro è stato letto.
A quanto pare, per ora, l'archeologa la dovrò fare dentro me: con pennellino e cucchiaino, devo mettermi a cercare i reperti archeologici della Francesca e chiedere scusa a tante persone. Ma certe volte chiedere scusa non serve, basta amare..per molti di voi queste parole sono favole, ma so per certo che c'è qualcuno che sta capendo bene quello che voglio dire.A voi altri, signori cari, dò una notizia sconcertante, che con Virgilio c'entra poco, ma che ormai è storia (biblica..): amare è possibile. La cosa ancora più sensazionale, non è una cambiale.
Mi è arrivata un'e-mail dall'India, il mio caro Deepak. L'ho conosciuto un anno fa a colonia, abbiamo scambiato due parole, in un inglese un pò biascicato e io, perlomeno, non ci ho capito niente. Ma abbiamo pregato insieme e adesso ci sentiamo ancora, attendendo di rivederci,ogni tanto un'e-mail:"devo fare questo, prega per me.." e così, ci vogliamo bene.
Mi è arrivata quest'e-mail dunque, ora ve la trasporto in italiano, una poesia:
"Cos'è che ci ha fatto amici, tempo fa?
Dentro, nel profondo,
io e te lo sappiamo.
Ciò che di più buono c'è in me
e ciò che di più buono c'è in te
si sono cercati,
e i nostri cuori lo sapevano
che tempo prima
le nostre vite sono iniziate
e la nostra amicizia era nei piani di Dio.
Amica!
Sei importante nelle mie benedizioni."
Quanti di voi parlano così con i propri amici?
August 29 SENSI DI COLPA"Dopo tre giorni di faticoso viaggio insieme, Léo moulin, 81 anni, è fresco, elegante, attento e cordialissimo come sempre. Moulin, per mezzo secolo docente di storia e di sociologia all'università di Bruxelles, autore di decine di libri rigorosi e affascinanti, è tra gli intellettuali più prestigiosi d'Europa. E' forse il maggiore conoscitore degli Ordini religiosi medievali, po chi come lui sono ammirati dalla sapienza di quei monaci. Eppure si è distaccato si dalle logge massoniche, dove ha militato (<<Spesso- mi dice- affiliarsi è condizione indispensabile per fare carriera nelle università, nei giornali, nelle case editrici:il mutuo soccorso tra i "fratelli muratori" non è un mito, è una realtà ancora attuale>>), ma è restato un laico, un razionalista, di un agnosticismo che confina con l'ateismo.
Mi raccomanda, Moulin, di ripetere ai credenti una sua convinzione, maturata in una vita di studio e di esperienza:<< Date retta a me, vecchio incredulo che se intende: il capolavoro della propaganda anti-cristiana è l'essere riusciti a creare nei cristiani, nei cattolici soprattutto, una cattiva coscienza; a instillargli l'imbarazzo, quando non la vergogna, per la loro storia. A furia di insistere, dalla Riforma sino ad oggi, ce l'hanno fatta a convincervi di essere i responsabili di tutti o quasi i mali del mondo. Vi hanno paralizzati nell'autocritica masochista, per neutralizzare la critica di ciò che ha preso il vostro posto>>.
Femministe, omosessuali, terzomondiali e terzomondisti, pacifisti, esponenti di tutte le minoranze, contestatori e scontenti di ogni risma, scienziati, umanisti, filosofi, ecologisti, animalisti, moralisti laici: <<Da tutti vi siete lasciati presentare il conto, spesso truccato, enza quasi discutere. Non c'è problema o errore o sofferenza della storia che non vi siano stati addebbitati. E voi, così spesso ignoranti del vostro passato, avete finito per crederci, magari per dar loro man forte. Invece io (agnostico, ma storico che cerca di essere oggettivo) vi dico che dovete reagire, in nome della verità. Spesso, infatti, non è vero. E se talvolta del vero c'è, è anche vero che, in un bilancio di venti secoli di cristianesimo, le luci prevalgono di gran lunga sulle ombre. Ma poi: perchè non chiedere a vostra volta il conto a chi lo presenta a voi? Sono forse stati migliori i risultati di ciò che è venuto dopo? da quali pulpiti ascoltate, contriti, certe prediche?>> Mi parla di quel Medioevo che d sempre frequenta come studioso: <<Quella vergognosa menzogna dei "secoli bui", perchè ispirati dalla fede del Vangelo! Perchè allora tutto ciò che ci resta di quei tempi è di così fascinosa bellezza e sapienza? Anche nella storia vale la legge di causa ed effetto...>>
Penso allo storico di Bruxelles in auto, una mattina qualunque, attraversano l'hinterland milanese. Qui, come in ogni altra periferia urbana, un Dante contemporaneo potrebbe ambientare qualche girone del suo inferno: rumori assordanti, odori mefitici, cumuli di rottami e di rifiuti, acque velenose, marciapiedi ingombri di auto parcheggiate, scarafaggi e ratti, cemento impazzito, brandelli di prato tossico. Ovunque senti l'ira e l'odio di tutti contro tutti: automobilisti ocntro camionisti, pedoni contro motorizzati, acquirenti contro venditori, settentrionali contro meridionali, italiani contro stranieri, operai contro padroni, figli ocntro genitori. Il degrado è nei cuori, prima ancora che nell'ambiente.
Finalmente la mèta, il grand emonastero, l'antica casa religiosa. Liberto con sollievo dall'auto, varco il portone. Di colpo il mondo mi cambia intorno. Un grande, secolare cortile, chiuso su tutti i lati da un porticato che placa l'animo con l'armonia delle arcate. Silnzio, bellezza di affreschi, ritmo di architetture, frescura di ombre. Al di là del cortile, un vasto giardino, ultima spiaggia sui cui alberi si è rifugiato quanto sopravvive e vola nella terra desolata tutto attorno. Nell'accoglienza, poi, dei religiosi senti che è gente che-malgrado tutto- cerca di voler bene, che crede che amare sia ancora possibile.
Con un misto di ironia e di angoscia, penso alle vendette della storia negli ultimi due secoli, popolati da gente diversa ma unita dalla furia di sopprimere i segni cristiani, a cominciare dalle congregazioni religiose; dal bisogno di distruggere, con esse, i loro luoghi di pace e di bellezza, visti ocme angoli immondi di oscurantismo, ostacoli anacronistici sulla strada per edificare il sognato <<mondo nuovo>>.
Adesso, eccoli i frutti del promesso domani radioso, al di là del muro che ripara il giardino. In nome dell'umanità, mai mondo fu reso più disumano. le attese si sono rovesciate: la realtà e la speranza di un mondo più vivibile resistono- ma per quanto?- in questi brandelli religiosi, sopravvissuti (per miracolo, per caso, per ostinazione dei cristiani che ritornano dopo ogni soppressione) alla furia degli <<illuminati>>. I cui figli e nipoti si rifugiano anch'essi qui, ora, a rimpiangere quanto è stato perduto. E a rallegrarsi che qualcosa si sia salvato dalla rabbia dei distruttori.
Se è dal frutto che si riconosce l'albero, c'è forse qualche conseguenza da trarne, anche per seguire l'ammonimenti ai credenti di Moulin,il vecchio storico agnostico:<<causa ed effetto...>>. I nostri scheletri nell'armadio li abbiamo pure noi; e guai a far finta di niente. La realtà cristiana mescola pur sempre il divino e l'umano; casta et meretrix è la Chiesa, secondo il detto dei padri. E tali, sempre, furono e sono i suoi figli. Ma guardiamoci anche attorno, non più così vergognosi e intimoriti. Non c'è carità possibile senza verità; su di noi e sugli altri. "
Vittorio Messori - Pensare la storia - SUGARCO EDIZIONI August 28 Notte e LuceForse perchè per me la notte ormai è solo un'opinione..sarà che la notte è sempre stata protagonista nelle mie poesie e nei miei racconti, nelle mie attese...ma la mia notte non è mai stata buia. Ho sempre avuto qualche stella a illuminarla..sarà per questo motivo, forse, che ogni notte-mattina, finito di lavorare, mi metto a scrivere ascoltando "Buonanotte Fiorellino" e aspettando il giorno, la luce per andarmi a coricare. Aveva ragione Lorenzo, quando diceva che la notte ha un respiro diverso..e non so quanto dureranno le mie notti, per quanto tempo sarò la padrona di un locale, una barista..anche perchè ssogno di cambiare strada,studiare e trovare un lavoro che mi porti lontano da qui. Chissà che io fra tanti anni non mi ritrovi a preparare un Moijto per un Massimo un pò più vecchio, e un caffè per mio padre anziano. E io, ricominciare da capo, perchè so già che nella mia vita non avrò voglia mai di smettere, sedermi e stare calma.
La notte mi regala parole, pensieri e sogni. La notte è un soffio leggero che passa nelle case…La senti nelle narici, sotto le coperte. Un bambino stringe i pugni nel sonno, le sue piccole labbra vibrano un po’, poi sbuffa e ritorna nella tranquillità. Sua madre lo ha sentito e, insonnolita, va da lui. In punta di piedi si avvicina al letto del suo piccolo e resta per un attimo incantata a guardarlo. Si accende un sorriso sul suo volto, bianco e sorprendente come il battito d’ali di un angelo mentre assiste al più tenero miracolo compiuto da Dio attraverso la donna:l’infanzia. La notte continua a camminare, imperterrita…il soffio vibra fra le rughe di una vecchia, fra le lacrime del passato, fra i ricordi sigillati nel suo cuore. Le sue ciglia scolorite si muovono piano…sente il buio su di sé e allunga una mano verso suo marito, il suo unico punto di riferimento degli ultimi cinquant’anni. Il suo sorriso nella vecchiaia, il padre dei suoi figli. Ma la sua mano incontra solo un cuscino intatto che odora ancora dei suoi capelli. Una lacrima leggera solca le sue guance e, mentre la donna si volta per abbracciare il cuscino, la lacrima si poggia sull’odore antico del suo uomo. Il soffio viaggia, respira nei parchi, fra i giornali di un barbone, le scatole marroni dove lui ha trovato il suo rifugio. Si perde nella sua barba, fra le sue pulci,nelle sue tasche,in una piccola torcia. La notte lo bacia e, nell’andare, lascia su di lui una piccola parte di sé. Va avanti, ma si distrae e si confonde fra i baci di due sognatori che la usano per scambiarsi carezze e pensieri inconfessati. Il suo buio li ricopre e li fa sentire protetti, li stringe in un abbraccio. Fa sbattere le palpebre ad ogni tocco nuovo, ad ogni sospiro. La notte resta un poco lì, a fare da cupola all’amore, a nutrirsi di sospiri.Poi li addormenta e vola via…fino a giungere da me. Il soffio mi sorprende ancora sveglia, con le mani occupate da una penna e un diario. Ma non mi trova ben disposta a raggiungere il letto; sono nel mio mondo, fra parole e pensieri. Allora si siede dietro di me, per aspettarmi paziente, e inizia a sussurrare parole. Il soffio prende forma, si colora. Diventa pensiero, mi racconta ciò che ha visto, le persone che ha conosciuto. Mi parla anche di lui…gli ha sentito pronunciare il mio nome. Lo ha sorpreso sul balcone, a lanciare sguardi alla luna, a chiederle consiglio. Poi ha regalato le mie sillabe al cielo buio. Le stelle le hanno afferrate al volo e nel cosmo hanno scritto il suo pensiero. La notte tutto questo lo ha visto.Io lo sto vivendo grazie ai suoi sussurri. Notte, amica,maestra e poeta . Notte di lumi e di occhi sbarrati, notte di fate, di lupi e di maghi. Notte che accendi il cielo con le tue stelle. Mi addormenti nel letto, mi culli nel tuo soffio e mi fai sentire di nuovo il suo profumo. |
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